Skip to main content

Dieci bottiglie pensate per accompagnare il Festival di Sanremo con leggerezza e carattere.

Sanremo non è solo un festival. È un appuntamento collettivo che dura cinque sere. Cambia il ritmo, cambia l’umore, cambiano le classifiche. Cambia anche il modo in cui si vive la serata.

C’è la prima sera dell’ascolto attento, quella delle nuove proposte più leggere, la metà settimana in cui le opinioni si fanno più decise, la serata dei duetti che divide il pubblico e infine la finale, dove si brinda.

Scegliere i vini per Sanremo significa entrare in questa dinamica. Non si tratta di trovare la bottiglia perfetta in assoluto, ma quella più coerente con il momento. Un vino che accompagni la pizza, sostenga la conversazione e non si imponga.

Ogni serata ha un carattere diverso. E ogni carattere può avere il suo vino.

Prima serata

Presentazione delle canzoni: Liguria con struttura

La prima sera è quella dell’ascolto attento. Le canzoni scorrono una dopo l’altra e ognuno prova a capire quale rimarrà in testa. L’atmosfera è ancora ordinata, concentrata.

Restare in Liguria è una scelta naturale. Il palco è lì, il mare è lì, e i vini liguri raccontano quella luce e quella salinità.

Il Pigato è il vitigno. La Riviera Ligure di Ponente DOC è la denominazione del vino.
Nel calice trovi un bianco con note di agrume maturo, erbe mediterranee, una vena salina che pulisce il palato. Non è un bianco leggerissimo: ha struttura, ma resta teso e preciso. È perfetto con focaccia, torte salate e antipasti semplici.

Il Rossese è il vitigno. Il Rossese di Dolceacqua DOC è il vino.
Qui il registro cambia: frutto rosso croccante, un accenno di spezia, tannino fine e mai aggressivo. È un rosso che non stanca, che accompagna senza coprire.

Insieme funzionano perché il Pigato apre la serata con freschezza e verticalità, mentre il Rossese la scalda quando le opinioni iniziano ad accendersi.

VinoTipologiaCaratteristicheCantine Temperatura
Pigato – Riviera Ligure di Ponente DOCBianco da vitigno PigatoSapidità, struttura equilibrata, tensione salinaBio Vio · Bruna10–12 °C
Rossese di Dolceacqua DOCRosso da vitigno RosseseEleganza, frutto nitido, tannino fineMaixei · Terre Bianche · Cascina Feipu dei Massaretti14–16 °C

Seconda serata

Nuove proposte: Vini giovani e freschi

La seconda serata cambia ritmo. Le nuove proposte portano energia diversa, e la curiosità è più leggera. Qui serve un vino che tenga il passo.

Il Verdicchio è il vitigno. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC è il vino.
È un bianco luminoso, con agrume fresco, fiori bianchi e un finale leggermente mandorlato. L’acidità è viva ma mai aggressiva. È uno di quei vini che dopo il primo bicchiere ti fanno pensare al secondo.

Il Cerasuolo d’Abruzzo DOC è il vino, generalmente prodotto da uve Montepulciano.
Non è un rosato leggerissimo. Ha colore intenso, frutto pieno, una struttura che lo rende più gastronomico. È perfetto con pizza e fritti perché regge il sapore senza perdere freschezza.

Funzionano insieme perché il Verdicchio porta slancio e verticalità, mentre il Cerasuolo aggiunge volume e frutto. Uno rinfresca, l’altro avvolge.

VinoTipologiaCaratteristicheCantine Temperatura
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOCBianco da vitigno VerdicchioFresco, agrumato, dinamicoUmani Ronchi · Garofoli · Villa Bucci8–10 °C
Cerasuolo d’Abruzzo DOCRosato, da MontepulcianoFrutto croccante, più struttura rispetto a molti rosatiTorre dei Beati · Masciarelli10–12 °C

Terza serata

Secondo gruppo in gara: Vini fruttati

A metà settimana il Festival entra nel vivo. Le opinioni sono più nette, le discussioni più accese. Il vino può avere un carattere più esplicito, ma deve restare scorrevole.

Il Frappato è il vitigno. La Sicilia DOC è la denominazione del vino.
Nel calice è profumato, con fragola e lampone evidenti, tannino leggero, grande bevibilità. È un rosso che si può servire anche leggermente rinfrescato, perfetto per una stanza calda e una serata lunga.

Il Dolcetto è il vitigno. Il Dolcetto d’Alba DOC è il vino.
Più scuro nel frutto, più morbido, con tannino gentile. Non è un rosso da meditazione, è un rosso da tavola condivisa.

Insieme funzionano perché rappresentano due modi diversi di essere conviviali: uno più brillante e aromatico, l’altro più rotondo e rassicurante.

VinoTipologiaCaratteristicheCantine Temperatura
Sicilia DOC – FrappatoRosso da vitigno FrappatoProfumato, leggero, scorrevoleTenute Nicosia · Tasca d’Almerita14–15 °C
Dolcetto d’Alba DOCRosso da vitigno DolcettoMorbido, fruttato, equilibratoOddero · Cantina Renato Ratti15–16 °C

Quarta serata

Duetti: Vini in dialogo

La serata dei duetti è confronto armonico. Due voci diverse che si completano.

Il Sauvignon è il vitigno. L’Alto Adige DOC è la denominazione del vino.
È un bianco preciso, con note erbacee, agrume, acidità viva. Tiene il palato attivo e pulito.

Il Merlot è il vitigno. Il Merlot Colli Orientali del Friuli DOC è il vino.
Qui il registro è più morbido: frutto maturo, tannino delicato, rotondità che rende il sorso facile.

Funzionano insieme perché il Sauvignon porta tensione e freschezza, mentre il Merlot aggiunge morbidezza e profondità. È un dialogo tra verticalità e avvolgenza.

VinoTipologiaPerché funzionaCantine affidabiliTemperatura
Sauvignon – Alto Adige DOCBianco da vitigno SauvignonVerticale, aromatico, frescoCantina Tramin · Cantina Terlano8–10 °C
Merlot Colli Orientali del Friuli DOCRosso da vitigno MerlotMorbido, fruttato, tannino delicatoRonchi di Manzano · Marina Danieli14–16 °C

Quinta serata

Finale: bollicine

La finale è festa, tensione, brindisi.

Il Franciacorta Brut è un metodo classico lombardo con bolla fine e grande equilibrio.
Il Trentodoc Rosé è un metodo classico trentino, spesso con base Pinot Nero, più strutturato e gastronomico.

Funzionano insieme perché rappresentano due interpretazioni italiane della bolla: una più lineare e classica, l’altra più strutturata e incisiva.

VinoTipologiaCaratteristicheCantine Temperatura
Franciacorta BrutMetodo classicoBolla fine, eleganza, versatilitàCa’ del Bosco · Barone Pizzini6–8 °C
Trentodoc RoséMetodo classico trentinoStruttura, precisione, carattere gastronomicoFerrari · Altemasi6–8 °C

Alla fine della settimana, quello che resta non è solo la classifica. Restano le discussioni, le battute, le canzoni che continuano a girare in testa.

I vini per Sanremo servono a questo: a dare un filo conduttore alle serate senza complicarle. A rendere più piacevole l’attesa tra un’esibizione e l’altra. A trasformare un semplice martedì sera in un piccolo rito condiviso.

E se non hai avuto tempo di cercare l’etichetta giusta, va benissimo anche una bottiglia scelta all’ultimo minuto. Sanremo è leggerezza, è compagnia, è tempo insieme.

Il vino deve accompagnare. Non deve complicare.

FAQ

Per la serata di apertura funzionano vini con personalità ma non eccessivi. Un Pigato Riviera Ligure di Ponente DOC o un Rossese di Dolceacqua DOC sono coerenti con il territorio e hanno struttura equilibrata, ideale per iniziare la settimana senza appesantire.

Meglio vini freschi e dinamici. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC è teso e agrumato, mentre il Cerasuolo d’Abruzzo DOC unisce frutto e struttura. Entrambi si adattano bene a pizza e finger food.

Rossi fruttati e scorrevoli come Sicilia DOC da vitigno Frappato o Dolcetto d’Alba DOC. Hanno tannini contenuti e grande bevibilità, quindi sostengono la serata senza stancare.

Un abbinamento interessante è Sauvignon Alto Adige DOC e Merlot Colli Orientali del Friuli DOC. Il primo è fresco e verticale, il secondo morbido e rotondo. Insieme creano equilibrio tra tensione e avvolgenza.

Per la finale sono ideali spumanti metodo classico come Franciacorta Brut o Trentodoc Rosé. Hanno struttura, eleganza e versatilità, perfetti per brindare e accompagnare fritti o aperitivi.

Se vuoi una scelta trasversale, punta su un Cerasuolo d’Abruzzo DOC o su un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC. Sono vini equilibrati, gastronomici e adatti a gusti diversi